Presentazione

L’area di Sarzano fu il luogo del più antico insediamento ligure-etrusco che oggi si conosce riguardo la città di Genova: i reperti affiorati anche grazie alla distruzione causata dalle bombe alleate durante il secondo conflitto mondiale risalgono infatti fino a circa 2500 anni fa. Dal IX e X secolo dopo Cristo, il sito fu poi utilizzato come castrum fortificato e residenza del Vescovo, la massima autorità religiosa dell’intera regione. Continuamente trasformato dal momento della cessione alle Monache Domenicane alla metà del Quattrocento, gli spazi anche di matrice seicentesca continuarono, come ancora fanno tutt’oggi, ad articolarsi attorno al chiostro maggiore. Il complesso venne arricchito di opere d’arte di notevole importanza come sculture di Taddeo Carlone, Tomaso Orsolino e Giacomo Gagini (il portale del Convento – realizzato da quest’ultimo nel 1707 – si trova oggi a Palazzo Rosso) e altri apparati decorativi, purtroppo in gran parte perduti a causa dei danni bellici. La zona venne interessata nel dopoguerra da un piano di risanamento a firma di Ignazio Gardella e Silvano Larini che, approvato nel 1972, venne messo in anno sul finire degli anni ottanta per la forte volontà del Preside della allora Facoltà di Architettura, Edoardo Benvenuto. Oggi questi spazi completamente recuperati e rivitalizzati ospitano il Dipartimento di Scienze dell’Architettura facente parte della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova.

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Cosa Vedere

Stridente e affascinante il contrasto tra l’architettura contemporanea di Gardella e il contesto medievale dato dalle chiese di Sant’Agostino e San Donato: ne emerge chiaramente l’importanza del dialogo tra i diversi stili architettonici e la possibilità di una convivenza che valorizzi reciprocamente le differenti caratteristiche. Assolutamente da visitare il cortile superiore delle monache e il balcone del Vescovo, da cui si gode un panorama straordinario che abbraccia la città vecchia da Porta Soprana, al Porto Antico, per poi spaziare verso le forme della città “moderna” con l’area del Matitone e dei nuovi grattaceli, fino ad arrivare all’antico faro della Lanterna.