Presentazione

Costruito nel 1618 per i fratelli Giacomo e Pantaleo Balbi, su disegno dell’architetto Bartolomeo Bianco, il palazzo è il primo a Genova a presentare l’innovativa soluzione dei due piani nobili sovrapposti. Attorno al 1645 Pietro Antonio Corradi fu chiamato ad ampliare l’edificio dal figlio di Giacomo Balbi, Francesco Maria (1619-1704), il quale verso la fine degli anni cinquanta e i primi sessanta del Seicento commissionò il magnifico ciclo di affreschi che adorna il secondo piano nobile, oggi parte della Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Genova. Le volte delle sale e delle gallerie sono ancora oggi popolate delle figure mitologiche che raccontano le storie del Ratto di Proserpina e del Trionfo del Tempo (Valerio Castello, eseguite tra il 1655 e il 1659), di Apollo tra le Muse (Domenico Piola, eseguite attorno al 1668) e degli Amori degli dei (Gregorio de Ferrari, realizzate negli anni vicini al 1693). Di grande bellezza e pregio è il ninfeo sito al piano terreno, che presenta le grandi statue in stucco di Giovanni Battista Barberini, modellate attorno al 1670 per dare vita al mito di Proserpina, che già trionfava nei variopinti affreschi del Castello nella Galleria soprastante il giardino.

Mappa

Cosa Vedere

Assolutamente imperdibile il ciclo di affreschi del secondo piano nobile, che decora oggi i soffitti delle biblioteche dei Dipartimenti DIRAAS e DAFIST. Il ciclo è quanto di più alto qualitativamente sia stato prodotto ad affresco a Genova nel Seicento ed è oggi uno dei più importanti della Liguria e del Nord Italia.