Presentazione

Il palazzo venne edificato sul finire del XVI secolo da Francesco De Ferrari, appartenente ad una famiglia di ‘nobili nuovi’, che aveva però sposato la ricca e aristocratica Delia Giustiniani.

In un anno imprecisato dopo la morte di Gio. Francesco (1611) il palazzo fu affittato dalla famiglia Chiavari, per poi pervenire ai Cambiaso che, a partire dal 1780, commissionarono una ristrutturazione generale dell’edificio all’architetto Giovanni Battista Pellegrini. L’intervento condusse alla realizzazione dell’attuale facciata sulla piazza, recentemente restaurata, e dello scalone, apportando anche significative modifiche agli spazi interni. Infine, dopo essere stato ceduto ai Negrotto Cambiaso nel primo ventennio del XIX secolo, il palazzo passò nel 1890 ai Cohen Belimbau. La famiglia lo ha di recente donato all’Ateneo genovese, che ha iniziato consistenti lavori di restauro. Gio. Francesco De Ferrari fu anche il responsabile della decorazione ad affresco che impreziosisce il palazzo, per la quale venne chiamato Lazzaro Tavarone, allievo di Luca Cambiaso. Descrivendo nell’atrio e sui soffitti dello scalone le vicende di Cleopatra che con la sua maestà e potenza ammalia il generale romano Marco Antonio, egli forse volle celebrare la venustà di Delia Giustiniani, donna di alto lignaggio e indubbio potere. Le vicende di Cristoforo Colombo invece, vero self-made man, che si squadernano sulla volta del grande salone del piano nobile, celebrano la legittimazione di una famiglia come i De Ferrari che, dalle umili condizioni di origine, era pervenuta per forza di volontà e di ardimento – così come Colombo – ai più alti onori della nobiltà.

Mappa

Cosa Vedere

Il salone del piano nobile conserva il primo ciclo di affreschi a raccontare le vicende di Cristoforo Colombo, un’opera dunque di straordinaria importanza figurativa e documentaria. Il palazzo, che sarà a breve oggetto di un intervento conservativo su tutto il parato murario e le decorazioni interne, conserva anche una quadreria di recente restaurata ed esposta nelle sale del primo piano da parte dell’Università degli Studi di Genova.